Gabriele Salvadori, 46 anni, vigile del fuoco di Livorno, insignito del titolo di cavaliere dal presidente Mattarella, il 9 maggio scorso era tra i concorrenti della Gran fondo degli Etruschi, gara internazionale di mountain bike, quando nella campagna di Bibbona (Livorno) soccorse e salvò la vita a una ciclista professionista di Padova.

La ragazza aveva perso il controllo della sua bicicletta, finì in un dirupo, si fratturò e negli urti subì il taglio di un’arteria. Salvadori si fermò, usò due calzini e la bandana per fermare l’emorragia di un’arteria lesionata, quindi col telefono di un altro corridore chiamò il 118. La ciclista fu messa in salvo superando altri intoppi, come la difficoltà trovata da ben due elicotteri di calare il verricello in quel punto, tanto che la ferita fu trasportata via terra, tra boschi e campi, altrove per essere trasferita in ospedale il prima possibile con l’elisoccorso. “L’onorificenza non me la aspettavo, per me la cosa era finita lì.

Io in quella circostanza applicai solo le tecniche di soccorso che usiamo abitualmente in servizio – dice oggi Gabriele Salvadori – Ero a gareggiare anch’io nella Gran fondo quando davanti a me ho visto cadere la ciclista in un tratto di forte pendenza, circa il 38%, chiamato dai bikers il Muro della Morte. Non ho fatto altro che intervenire subito come faccio quando sono in servizio”. Il Quirinale gli ha assegnato il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana proprio “per il suo decisivo intervento di primo soccorso ad un’atleta caduta in un dirupo durante una gara ciclistica”.

“L’emorragia era notevole e ho creato coi calzini e la bandana una specie di laccio emostatico ma ci sono volute circa due ore”, ricorda ancora Salvadori che per il suo intervento fu elogiato in un’annotazione di servizio del comando dei vigili del fuoco senza sapere poi altro. “Non so come sia stata segnalata questa vicenda al Quirinale – aggiunge -, è chiaro che mi dà orgoglio ma ho fatto quello che c’era da fare usando i mezzi di fortuna che avevo a disposizione. L’importante era mettere in salvo la ragazza, l’emorragia andava fermata in qualche modo altrimenti non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere”.

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A gara mtb salvò da emorragia ciclista in dirupo
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