Fonti dei Talebani, citate da Trt World, hanno rivendicato di essere entrati nella valle del Panshir, ultima sacca di resistenza in Afghanistan, sostenendo che i leader dei ribelli, Ahmed Massoud e l’ex vicepresidente Amrullah Saleh, sarebbero fuggiti, forse in Tagikistan. Il Fronte nazionale della resistenza, citato da media regionali, smentisce invece la resa. Lo stesso Saleh, che aveva parlato poche ore fa di un isolamento di fatto della provincia con un taglio delle linee di comunicazione, ha negato la fuga in un messaggio audio alla Bbc.

“I talebani hanno bloccato l’accesso degli aiuti umanitari nel Panshir, tagliato collegamenti telefonici ed elettricità e non permettono neppure l’arrivo di medicine”, aveva denunciato su Twitter Amrullah Saleh, il vicepresidente del governo afghano spodestato dai mullah, che si è unito alla resistenza nella valle del Panshir, a nord-est di Kabul. “I talebani stanno commettendo crimini di guerra”, aveva aggiunto Saleh, che si definisce come il legittimo presidente ad interim, chiedendo “alle Nazioni Unite e ai leader mondiali di prendere atto di questo chiaro comportamento criminale e terroristico”.

Intanto una riunione internazionale per gli aiuti umanitari all’Afghanistan è stata convocata dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per il 13 settembre a Ginevra. Le Nazioni Uniti chiederanno “un aumento rapido in materia di finanziamenti perché le operazioni umanitarie che salvano delle vite possano continuare”, ha detto il portavoce Stephane Dujarric.

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Afghanistan, Talebani: ‘siamo entrati nel Panshir’. La resistenza nega
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