Il Milan cancella lo ‘zero’ dalla sua classifica Champions, trova il pari su rimonta con il Porto ma è un risultato che serve più alla squadra di Conceicao piuttosto che a quella di Stefano Pioli. Il Milan esce dal campo non soddisfatto al fischio finale. Serviva una vittoria per poter risollevare le sorti europee ma in Champions non si può buttare via un intero tempo come accaduto contro il Porto. Il Milan sbaglia l’approccio alla partita e per i primi 45 minuti sembra un lontano parente di quella squadra compatta, aggressiva e lucida vista all’Olimpico solo domenica scorsa. La cronaca Nell’altra partita del pomeriggio il Real Madrid ha battuto lo Shakhtar 2-1 La cronaca

Il match del Milan – Doveva essere la partita dell’impresa, della dimostrazione che il Dna europeo non è solo storia, ma il Milan è sceso in campo impaurito, disattento, forse stanco, e arrendevole. Il Porto, invece, pur non facendo cose strabilianti, ha replicato l’aggressività dell’andata e in appena 6′ si è portato in vantaggio sfruttando un errore di Bennacer: Grujic – titolare dopo il forfait dell’ultimo minuto di Uribe – ha aperto per Luis Diaz lasciato colpevolmente libero dalla difesa rossonera. Il numero 7 del Porto è rapido nello stoppare palla e nel fulminare Tatarusanu. Come all’andata, è Diaz ha colpire il Milan. Pioli si sbraccia da bordocampo, protestando per un fallo di Krunic in avvio di azione. Ma i rossoneri fanno troppo poco per impensierire gli avversari. Il gol subito è una doccia fredda da cui faticano a riprendersi. I difensori, troppo statici, perdono spesso le marcature e si ritrovano immobili sui calci piazzati dove è bravo Tatarusanu a negare il raddoppio su due colpi di testa di Grujic. Brahim Diaz, tornato dopo il Covid, deve ritrovare la forma, Bennacer e Tonali faticano a trovarsi in mediana. Ma è tutta la squadra a non girare. Il primo squillo del Milan arriva solo al 33′ con un gran tiro a giro dalla distanza di Giroud che impegna Diogo Costa in tuffo. Allo scadere spreca Saelemaekers sparando alto da ottima posizione. L’intervallo serve al Milan per ricompattarsi, guardarsi in faccia e capire che serve ben altro spirito per onorare una Champions ritrovata dopo sette anni d’assenza. La squadra torna in campo con un atteggiamento diverso, mostrando quell’aggressività che serviva fin dal fischio d’inizio. I rossoneri alzano il ritmo, pressano a centrocampo e prendono il pallino del gioco. I calci piazzati però restano un punto debole: Evanilson al 10′ si smarca da Giroud e colpisce di testa la traversa. Altro brivido per il Milan che questa volta però non si scompone. Al 16′ punizione deviata dalla barriera, girata di Giroud che Costa respinge in qualche modo, sulla palla si avventa Kalulu che la mette al centro e trova la deviazione in porta di Mbemba: 1-1 e partita riaperta. San Siro torna a farsi sentire e il Milan sulle ali dell’entusiasmo crede nel ribaltone. Al 31′ Pioli si gioca la carta Ibrahimovic. Lo svedese gioca sul filo del fuorigioco ed è proprio la bandierina alzata del guardialinee a smorzare in gola il boato di San Siro quando Ibra trova il gol. I tentativi del Milan non vanno a segno. Pepe svetta su ogni cross e spegne le speranze rossonere. Il treno per l’Europa – non solo Champions ma anche Europa League – potrebbe essere passato. Ma non c’è tempo per i rimpianti, domenica c’è il derby e i rossoneri affronteranno i cugini da primi in classifica.

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Champions: Milan solo 1-1 col Porto
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