Governo nuovamente battuto in commissione alla Camera durante l’esame degli emendamenti al dl Recovery: i deputati hanno approvato una proposta di modifica presentata dalla Lega al pacchetto dei relatori sul dissesto idrogeologico che rende necessaria l’intesa con “il Presidente di ciascuna regione territorialmente competente” da parte del ministro per la transizione ecologica nella predisposizione del decreto o dei decreti attraverso cui mettere in campo “gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e i rispettivi cronoprogrammi”. L’esecutivo la scorsa settimana è stato già battuto in commissione sulle opere green.

Ok intanto ad un emendamento, riformulato assorbendo richieste in modo bipartisan, per nuove semplificazioni (dalla Cila ai tempi per la residenza) ma nessun allargamento per il Superbonus. Un emendamento al dl Recovery approvato in nottata, riformulato assorbendo le numerose richieste delle forze politiche in modo bipartisan, prevede ritocchi che vanno dalla Cila (la comunicazione di inizio lavori asseverata) ai tempi per richiedere la residenza in caso di acquisto di immobile oggetto di interventi. Un’ulteriore semplificazione riguarda anche i casi di violazione. Il governo ha già specificato in più occasioni che di eventuale allargamento ed estensione nel tempo del 110% si parlerà in autunno con la legge di bilancio.

E nulla di fatto per l’innalzamento dei limiti del 5G. L’emendamento prima accantonato e poi, in nottata, bocciato. L’emendamento presentato al dl Recovery è stato prima accantonato e poi, in nottata, bocciato insieme a tutti quelli non ancora esaminati e su cui non era stato espresso esplicito parere dei relatori e del governo. La proposta di modifica – presentata da Iv – alzava i limiti all’elettrosmog italiani (oggi a 6 volt/metro) portandoli a 61 volt/metro ed adeguandoli così a quelli di altri Paesi europei.

Non passa la proposta di inserire il Ponte sullo Stretto tra le opere con procedura semplificata e accelerata previste nella lista del dl Recovery. L’emendamento a prima firma Stefania Prestigiacomo, in un Primo momento accantonato, non ha superato l’esame notturno delle Commissioni Affari costituzionali e Ambiente della Camera.

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Dl Recovery: ok della Commissione in nottata, mandato ai relatori
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