L’aula del Senato ha confermato la fiducia al governo sul decreto Sostegni, con 207 voti favorevoli, 28 contrari e 5 astensioni. Per il via libero definitivo il provvedimento, che scade il 21 maggio, dovrà passare alla Camera. Come deciso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, l’esame slitterà al 17 maggio (inizialmente previsto il 12) e anche in questo caso il governo porrà la fiducia.

Salta il ‘superbonus per le aziende’, vale a dire la possibilità di cedere i crediti d’imposta maturati dalle imprese per investimenti in beni strumentali previsti dal piano Transizione 4.0. L’alt arriva dalla Ragioneria dello Stato: mancano le coperture, dicono i guardiani dei conti pubblici, obbligando il Parlamento a modificare il maxiemendamento al dl Sostegni. All’inizio i cinquestelle salgono sulle barricate, evocando la crisi. Ma poi lo strappo rientra con la promessa del governo di aprire un tavolo in vista dell’approvazione del Sostegni bis che dovrebbe arrivare la prossima settimana. La maggioranza, nonostante le minacce, vota dunque compatta la fiducia a Palazzo Madama.

Oltre 13mila interventi per 1,6 miliardi di euro – Al 28 aprile 2021 risultano quasi 13mila interventi legati al Superbonus per un ammontare corrispondente di oltre 1,6mld di euro. Rispetto alla precedente pubblicazione del 13 aprile, si osserva un ulteriore significativo aumento in sole due settimane del 26,8% in termini di numero e del 36% nell’importo. Sono gli ultimi dati del monitoraggio congiunto di Enea e Mise illustrati durante l’evento organizzato dall’Ance con tutta la filiera delle costruzioni per chiedere la conferma e la semplificazione del Superbonus al 110%.

Ance, azione decisa o si spegne motore ripresa – “Senza un’azione decisa sul Superbonus al 110% in tutte le sue emanazioni spegneremo uno dei grandi motori della ripresa del nostro Paese”. Così il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, nel suo intervento all’evento organizzato con tutta la filiera delle costruzioni per chiedere una semplificazione del superbonus. A volte sento che il Superbonus rischia di essere una misura che favorisce i più ricchi”, dice Buia. “Sono d’accordo: se resterà questa selva di procedure, solo chi avrà più risorse da investire per trovare il bandolo della matassa ci riuscirà”.

Con 32 miliardi di euro il decreto sostegni è intervenuto per fronteggiare i prolungati danni economici causati dalla pandemia con nuovi ristori a favore delle imprese (per cui sono stati modificati platea e criteri di calcolo degli aiuti, eliminando i codici Ateco ed innalzando a 10 milioni la soglia massima di fatturato dei beneficiari).

È stato previsto uno stanziamento di 700 milioni per il settore della montagna e per alleggerire il carico della riscossione è stato sospeso l’invio delle cartelle e sono state annullate le cartelle esattoriali per i redditi più bassi relative al periodo 2000-2010. Il dl ha prorogato a fine giugno il blocco dei licenziamenti e la Cig ordinaria e al 31 dicembre la cassa integrazione in deroga.

Riconosciuta un’indennità di 2.400 euro ai lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo, rifinanziati il reddito di cittadinanza con 1 miliardo e quello di emergenza con 1,5 miliardi. Alla sanità vanno infine 5 miliardi, di cui 2,8 ai vaccini e ai farmaci anti-Covid.

Il Senato è quindi intervenuto con una serie di modifiche a favore di famiglie e imprese, in attesa che il nuovo Sostegni-bis elargisca nuove risorse.

PIU’ TEMPO PER VOUCHER VIAGGI E CONCERTI – La durata dei voucher viaggi emessi per voli, treni, pacchetti turistici ma anche per le gite scolastiche passa da 18 a 24 mesi. Durano invece tre anni quelli per gli spettacoli. Voucher potranno essere emessi dalle palestre, da usare fino a 6 mesi dopo la fine dello stato di emergenza.

SUPPORTO AI GENITORI SEPARATI – Viene creato un Fondo da 10 milioni per aiutare i genitori separati o divorziati in difficoltà economiche causa Covid a garantire l’assegno di mantenimento. Il beneficio massimo è di 800 euro al mese.

STOP AI SEGGI NELLE SCUOLE – Per evitare chiusure legate alle elezioni si chiede ai Comuni di individuare entro metà luglio sedi alternative alle aule per i seggi della prossima tornata d’autunno. A disposizione c’è un fondo da 2 milioni.

STOP IMU, CANONE RAI E COSTI FISSI – Niente prima rata Imu per le imprese con cali di fatturato del 30%, niente canone Rai per alberghi, bar e ristoranti, che potranno anche mettere i tavolini all’aperto senza pagare la tassa sull’occupazione del suolo pubblico fino alla fine dell’anno. Arrivano inoltre fondi per le tv locali, i bus turistici, le città d’arte e per le start up ‘esodate’ dai ristori. Prorogate le concessioni degli ambulanti.

NIENTE INGORGHI PER GLI SFRATTI – Parziale sollievo per i proprietari, che non dovranno più pagare le tasse sui canoni non riscossi anche per i contratti in essere già prima del 2020. Nuovo intervento sugli sfratti che da un lato proroga il blocco per le procedure esecutive attivate da febbraio 2020, dopo l’inizio della pandemia, e dall’altro conferma lo sblocco a partire dal primo luglio per gli sfratti pre-Covid. Una scelta per “evitare ingorghi” e uscire in modo graduale dalla misura.

NON CEDIBILI BONUS MOBILI E 4.0 – I crediti fiscali del bonus mobili ed elettrodomestici così come quelli sull’acquisto di beni strumentali legati a Transizione 4.0 (il soprannominato superbonus per le aziende) non potranno essere ceduti, al contrario di quanto inizialmente approvato dalle Commissioni. Le norme non erano finanziariamente coperte.

Dl sostegni: ok aula Senato con 207 sì, passa alla Camera
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