Per il primo duetto in 10 anni di carriera, la band perugina dei Fast Animals and Slow Kids ha scelto l’amico Willie Peyote, fresco vincitore del Premio della Critica all’ultimo festival di Sanremo con il brano Mai dire mai (La locura). “Non avrebbe potuto essere altrimenti, Willie è un amico e un artista che stimiamo. Siamo atterrati sul morbido. E questa è una vera collaborazione, non un’ospitata. Una sintesi che completa entrambi”, dicono i quattro ragazzi che il 23 aprile pubblicano l’inedito “Cosa ci direbbe (Woodworm in licenza esclusiva per Believe). Il brano, dopo il precedente “Come un animale” uscito a maggio scorso in pieno lockdown, è un passo in avanti della band verso la pubblicazione del nuovo album di inediti, in attesa anche di tornare a suonare dal vivo. Il primo appuntamento, proprio insieme al rapper, è il Concerto del Primo Maggio a Roma, dove presenteranno il nuovo brano. “Siamo molto felici di questa collaborazione – raccontano i Fast Animals and Slow Kids, nome ispirato a una gag dei Griffin -. Abbiamo conosciuto Willie proprio sul palco del Primo Maggio, ed è stata la prima persona a cui abbiamo pensato quando abbiamo scritto questo brano. Sentivamo che al pezzo serviva un’altra voce che spiegasse il senso del pezzo e lo rendesse meno criptico. Noi siamo astrattismo puro, invece Willie è riuscito in poche parole a spiegare perfettamente tutto il significato della canzone. Perché così tanto per arrivare a un feat? Per iniziare a confrontarsi con l’altro devi essere sicuro te. Devi possedere le spalle larghe. La cosa strana è che noi ci siamo aperti nel momento di maggior chiusura mondiale”. Fa loro eco Willie Peyote che racconta “non riesco a fare collaborazioni con artisti che non sono anche amici. Abbiamo scritture diverse ma che si sposano bene. L’unione delle due cose secondo me rende il quadro più completo”. Ma, parafrasando il brano, le mamme dei Fast Animals cosa direbbero ai quattro ragazzi? “Siete diventati degli imbecilli, cercate di essere persone sensibili, smettete di guardarvi le scarpe, e allacciatevi la giacca”. L’arrivo della pandemia ha obbligato Aimone Romizi, Alessio Mingoli, Jacopo Gigliotti e Alessandro Guercini a rivedere i piani impegnandosi come prima cosa a rimborsare tutti i biglietti venduti per il tour che era in programma nei mesi scorsi. Da loro l’appoggio alle proteste in piazza dei giorni scorsi del mondo dello spettacolo: “La priorità sono le maestranze, sono loro quelli in effettiva difficoltà. Voler tornare a suonare non è uno slancio miope, ma si tratta di cominciare a ragionare su come fare. Dateci delle linee guida, delle norme da rispettare, ma facciamo ripartire il comparto.

Per la prima volta gli artisti sono al servizio di chi era al servizio degli artisti”. Sui live in streaming la band ha le idee chiare: “Ci abbiamo pensato, ma abbiamo rinunciato. Un conto è se sei Billie Eilish e allora lo show sulla piattaforma è pensato come un’esperienza. Deve essere un progetto che funzioni in termini digitali e questo ha dei costi da produzione quasi televisiva”.

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Fast Animals and Slow Kids, primo feat della band con Peyote
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