Venerdì scorso era stata la 27enne Claricia Brinkop a sfiorare il gran colpo nella Coppa delle Nazioni, perdendo per qualche decimo di secondo il barrage che avrebbe potuto dare il successo alla Germania. Nella giornata finale, Piazza di Siena ha continuato a parlare al femminile con le belle prestazioni delle statunitensi Laura Kraut e Jessica Springsteen, figlia del ‘Boss’, rispettivamente seconda e terza nel Rolex Gp Roma (400mila euro il montepremi di questa gara), dietro al tedesco David Will, che ha ricevuto a fine gara la Lupa Capitolina dalla sindaca Virginia Raggi.

Per la Springsteen, fidanzata con il cavaliere italiano Lorenzo De Luca, è quindi sempre più concreta l’ipotesi che possa rappresentare il suo paese alle ormai vicine Olimpiadi di Tokyo.

Insomma, è mancato il successo, ma l’88/a edizione del concorso romano ha dimostrato per l’ennesima volta che l’equitazione è lo sport delle pari opportunità. Nella storia di Piazza di Siena, in effetti, è sempre entrata con risultati notevoli nell’ambito agonistico. Limitando il campo alle italiane, sono quattro le amazzoni che hanno iscritto il loro nome nell’albo d’oro della Coppa delle Nazioni: la contessa Natalie Perrone de Noailles (moglie di Alessandro Perrone, a sua volta eccellente cavaliere, nonché direttore per oltre vent’anni del Messaggero), che vinse nel 1953 al fianco dei fratelli D’Inzeo; Giulia Serventi, prima sia nel 1961 e nel 1968; Lalla Novo, che primeggiò nel 1965 e 1966. Ultima in ordine di tempo, nel 2018, Giulia Martinengo Marquet, ormai azzurra di lungo corso. 

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Figlia di Springsteen terza a Piazza di Siena
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