“La nostra Costituzione garantisce la libertà di espressione. Ci sono molte proposte che condivido e penso possano essere oggetto di discussione in questa legislatura da parte del Parlamento. Tra le più importanti, c’è l’abolizione del carcere per i giornalisti”. Lo dice il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine dell’incontro con la delegazione Fnsi e Articolo 21 occasione della Giornata internazionale sulla libertà di stampa. Fico ha quindi sostenuto che “con il precariato non può esserci libertà dell’informazione”, ed ha ribadito che “le Istituzioni devono essere vicine ai cronisti minacciati”, richiamando anche la “necessità di un’etica dell’informazione”.

“Spero che il Parlamento possa iniziare una discussione sulla riforma della governance del servizio pubblico radiotelevisivo”, ha detto poi Fico aggiungendo: “non può esserci una legge se non cambia anche la cultura; deve esserci un serio dibattito culturale”. Secondo Fico, sul tema “è importante instaurare un dibattito serio in Parlamento”. Tuttavia, sostiene, “trovata la legge fatto l’inganno, quindi e’ necessario che allo stesso tempo si svolga un dibattito culturale”. Quanto al finanziamento della Rai, per il presidente della Camera non deve essere attribuito al governo, ma deve continuare ad essere per mano dei cittadini con il canone. “La politica deve fare il suo dovere” ed approvare una riforma della governance della Rai, “e deve sempre fare un passo indietro” rispetto alla Rai. “La politica deve fare la sua parte nell’elaborare una legge e fare sempre un passo indietro rispetto all’informazione”, ha dettoa ancora Fico, al termine dell’incontro con la delegazione Fnsi e Articolo 21 occasione della Giornata internazionale sulla libertà di stampa rispondendo a chi gli domanda se la politica debba fa un passo indietro rispetto al servizio pubblico radiotelevisivo.

Dal poco invidiabile 41/o posto, ultima in classifica in Europa, e con circa 20 giornalisti sotto scorta, l’Italia celebra la Giornata internazionale sulla libertà di stampa, istituita nel 1993 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite. Secondo l’ultimo rapporto di Reporter senza frontiere, in oltre 130 Paesi nel mondo l’esercizio del giornalismo “vaccino principale” contro la disinformazione è “totalmente o parzialmente bloccato”. “Al presidente della Camera Roberto Fico il dossier sui giornalisti intercettati dalla Procura di Trapani, sui cronisti minacciati, sulle querele bavaglio e sull’equo compenso degli ultimi, perché non è possibile che ci siano giornalisti che guadagnano cinque euro lavorando in contesti di pericolo e precarietà”, ha detto il presidente della Federazione Nazionale della stampa Beppe Giulietti da Trento per una manifestazione organizzata con Comune, Assostampa del Trentino Alto Adige e del Veneto, Articolo 21 e associazione Supolka. 

La manifestazione di Trento è stata dedicata ai dodici giornalisti bielorussi incarcerati per aver raccontato le proteste contro il presidente Aljaksandr Lukasenka. La giornata è iniziata con un flashmob in via Belenzani, dove sono state esposte le foto dei dodici giornalisti bielorussi arrestati. Tra gli interventi quello di Ekaterina Ziuziuk, presidente dell’Associazione bielorussi in Italia e di Articolo 21 Trentino Alto Adige, e quello del freelance italiano Claudio Locatelli, arrestato a Minsk.

    Iniziative sulla libertà di stampa ed informazione si sono svolte anche in altre città italiane, come Milano, dove il collettivo artistico PXLs ha realizzato un’opera “calpestabile” con 75.000 pagine di giornale che rivestono il pavimento della Stazione Centrale: “Non è una provocazione – spiega Blu-PXLs, portavoce del collettivo – ma un invito a riflettere su quello che leggiamo e su come le informazioni ci raggiungono, in modo sempre più pervasivo. Nessun lettore di giornale si domanda abitualmente dove stia la verità. Anche quando le notizie, come questa nostra opera, vengono manipolate, ignorate o calpestate”.

    Su Orizzontescuola il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani sottolinea “con forza l’altissimo valore civile di una giornata così significativa”.

    La richiesta ai docenti della scuola secondaria italiana – attraverso la seconda edizione del progetto #Inchiostrolibero – è guidare gli studenti nella realizzazione di un breve video per ricordare Giancarlo Siani, Ilaria Alpi, Antonio Megalizzi e Daphne Caruana Galizia.

    Il Movimento Mezzopieno, inoltre, invita i professionisti dell’informazione a pubblicare e dare risalto a notizie, approfondimenti, reportage e storie costruttive, cioè che, come prevede la stessa deontologia, siano scevre da sensazionalismi, polemiche, fake news e che sappiano aiutare il lettore a comprendere la realtà e portare consapevolezza e fiducia nel mondo e negli esseri umani.

Giornata della libertà di stampa, Italia ultima in Europa
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