Il premier polacco Mateusz Morawiecki ha accusato la Bielorussia di “terrorismo di stato” per la crisi dei migranti in una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Morawiecki ha chiesto a Michel di organizzare un vertice straordinario in videoconferenza (prima di quello già pianificato a dicembre) per parlare di “sanzioni economiche” aggiuntive contro la Bielorussia.

“Stiamo rapidamente allargando le sanzioni contro il regime” di Lukashenko: lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen commentando il dossier bielorusso alla tv Msnbc prima di incontrare Joe Biden alla Casa Bianca. La responsabile dell’esecutivo europeo ha annunciato anche che “esamineremo le compagnie aeree che portano migranti a Minsk con false promesse” e “cercheremo di sanzionarle perché è un modo per facilitare il traffico di esseri umani”.

La Polonia ha annunciato di aver arrestato oltre 50 migranti al confine con la Bielorussia. “Nel corso delle ultime 24 ore, la polizia ha arrestato più di 50 persone vicino a Bialowieza dopo che avevano attraversato illegalmente la frontiera“, ha dichiarato all’Afp Tomasz Krupa, portavoce della polizia regionale.

“La situazione è tesa“, ha detto il ministro della Difesa Mariusz Blaszczak, perché piccoli gruppi di migranti stanno tentando di attraversare il confine da diversi punti, favoriti anche dalle zone boscose. Il ministro ha reiterato le accuse a Minsk, che starebbe utilizzando la pressione migratoria come grimaldello, forzando i migranti a varcare il confine. Il responsabile ha pubblicato due video sui social in cui si vede un gruppo di migranti, anche bambini, vicino a un tir nei pressi del confine e a una persona con l’uniforme militare bielorussa.

Secondo l’agenzia polacca PAP, due gruppi di migranti sono riusciti a sfondare il recinto della frontiera fra Bielorussia e Polonia attraversando il confine. Lo sfondamento è avvenuto nei due villaggi di Krynki e Bialowieza.  

Minsk spera in una “reazione congiunta” con Mosca per contrastare la crisi migratoria: lo afferma il ministro degli Esteri bielorusso Vladimir Makei, durante un incontro con il suo omologo russo, Sergei Lavrov. Makei ha anche accusato l’Occidente di aver orchestrato la crisi migratoria in corso al confine polacco per imporre nuove sanzioni contro la Bielorussia. “In vista di un quinto round di sanzioni, di cui si parla già in Occidente, il pretesto utilizzato questa volta è la crisi migratoria causata dall’Ue e dai suoi membri di frontiera dalla Bielorussia”.

Angela Merkel ha avuto una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin sulla situazione ai confini fra Polonia e Bielorussia. Nel colloquio la cancelliera ha chiesto a Putin di intervenire ed esercitare la sua influenza su Aleksandr Lukashenko, definendo “disumana e del tutto inaccettabile” la “strumentalizzazione” dei migranti in atto. Lo riferisce in una nota il portavoce Steffen Seibert.

Il Cremlino respinge le accuse del primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, che ritiene ci sia Mosca dietro la crisi migratoria al confine con la Bielorussia. “Consideriamo del tutto irresponsabili e inaccettabili le dichiarazioni del primo ministro polacco secondo cui la Russia è responsabile di questa situazione”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in una conferenza stampa.

Gli Stati membri dell’Ue hanno trovato un accordo di massima per allargare la cornice legale delle sanzioni contro la Bielorussia a chi favorisce il traffico illegale dei migranti verso l’Unione europea. Lo apprende l’ANSA da fonti diplomatiche europee. Il quadro dovrà ora essere riempito con una nuova lista di nomi ed entità. Se ne discute oggi alla riunione degli ambasciatori dei 27. Il lavoro da domani passerà in carico al Coest (il gruppo di lavoro che si occupa di Europa orientale e Asia centrale). La base di partenza per la discussione prevede l’iscrizione sulla black list di 29 individui e della compagnia aerea Belavia.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel riapre la discussione sul finanziamento dei muri da parte dell’Ue, per difendere le frontiere dell’Unione. “Secondo il servizio legale del Consiglio europeo il finanziamento è possibile – ha affermato -. E’ una decisione che deve essere presa dalla Commissione europea. Ma vedremo quale sarà il risultato del dibattito. All’ultimo vertice dei leader Ue abbiamo discusso in modo approfondito su questo. La mia impressione è che dobbiamo chiarire cosa è possibile fare, se possiamo mostrare solidarietà su questo tema importante” agli Stati membri che affrontano la pressione migratoria. “La presidente von der Leyen è stata chiara” sulla posizione – contraria – della commissione in merito alla costruzione di muri con fondi Ue. E’ quanto spiega un portavoce della commissione nel corso del briefing quotidiano, rispondendo ad domanda sull’apertura a tale possibilità da parte del presidente del Consiglio Ue Charles Michel. “Al momento non risulta che le risorse europee siano utilizzate per la costruzione di barriere”, ricorda il portavoce, sottolineando tuttavia come la commissione sostenga finanziariamente “la gestione dei confini esterni, incluse infrastrutture per il monitoraggio dei confini”.

Il premier polacco: ‘Dalla Bielorussia terrorismo di stato’
Source:
Source 1

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here