“Dobbiamo aumentare il tasso di vaccinazione. È vergognosamente basso”. Lo detto il cancelliere austriaco Alexander Schallenberg, annunciando, in conferenza stampa, l’entrata in vigore da domani del lockdown per i non vaccinati. “La situazione è grave – ha aggiunto – non facciamo questo passo a cuor leggero ma purtroppo è necessario”.

Circa il 65% della popolazione è completamente vaccinato contro il Covid, riporta il Guardian, secondo il quale si tratta di uno dei tassi più bassi dell’Europa occidentale.

La Germania si sta preparando a ripristinare lo smart working, per far fronte ad una nuova ondata dell’epidemia di Covid. La misura era stata revocata all’inizio di luglio. E’ quanto emerge da progetto di legge secondo cui i datori di lavoro dovrebbero consentire il lavoro a domicilio in assenza di un “motivo economico convincente” per recarsi in ufficio. In quel caso, inoltre, sarebbe richiesto un certificato di vaccinazione o di guarigione dal virus, o un test negativo. Di eventuali nuove misure restrittive si discuterà giovedì in una riunione tra Stato e Lander giovedì, prima del passaggio in Parlamento. Infezioni e decessi sono aumentati vertiginosamente da metà ottobre, in una quarta ondata attribuita al tasso di vaccinazione relativamente basso della Germania, intorno al 67%. Con 289 casi ogni 100.000 persone, oggi l’incidenza ha raggiunto un nuovo massimo, secondo l’agenzia sanitaria del Robert Koch Institute. In vista di un “vertice sul Covid” dei leader federali e regionali giovedì, sono in discussione nuove misure per frenare l’aumento delle infezioni. I presidenti dei tre cosiddetti partiti del semaforo, SPD, Verdi e FDP, vogliono inasprire nuovamente la legislazione sul Covid e si stanno discutendo anche restrizioni per le persone non vaccinate, secondo quanto riferisce Handelsblatt. “L’ondata in arrivo metterà in ombra tutte quelle precedenti”, ha detto al settimanale tedesco Bild am Sonntag il premier dello stato della Sassonia Michael Kretschmer, la cui regione è attualmente tra le più colpite.

Dopo gli Stati Uniti, oggi Israele ha dato il via libera alla vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni con dosi Pfizer/BioNtech nella speranza di arginare la pandemia di Covid-19. “La maggior parte degli esperti ha ritenuto che i benefici di questa vaccinazione per i bambini sarebbero stati maggiori dei rischi, il che ha portato alla decisione di autorizzare il vaccino per queste età”, ha spiegato il ministero della Salute in una nota. Le autorità avevano lanciato una nuova campagna per la terza dose in estate ed avevano anche iniziato a vaccinare gli adolescenti tra i 12 e i 17 anni.

   

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In Austria i no vax vanno in lockdown
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