Rimonta e controrimonta, il derby della Mole finisce 2-2: è un punto che serve molto più al Toro che alla Juve. Chiesa illude Pirlo, poi si scatena Sanabria che fino a 10 minuti dalla fine sognava di entrare nella storia granata con la sua doppietta su due incertezze di Szczesny. E’ Ronaldo a mettere la firma sul pari, una rete che gli permette di agganciare Romario a quota 772 in carriera nella classifica dei marcatori di tutti i tempi. Nicola e Pirlo regalano sorprese, in particolar modo per quel che riguarda la mediana: il granata lancia Verdi nell’inedito ruolo di mezzala del 3-5-2, il bianconero piazza Danilo di fianco a Bentancur e rinuncia a Rabiot. Nel Toro, poi, Vojvoda vince il duello con Murru e fa traslocare Ansaldi sull’out mancino, mentre Buongiorno sostituisce l’infortunato Lyanco nel terzetto difensivo con Izzo e Bremer. Davanti, confermato il tandem Sanabria-Belotti. La Juve è in emergenza nel pacchetto arretrato, De Ligt-Chiellini è la coppia obbligata tra Cuadrado e Alex Sandro, e sulle fasce sono Kulusevski e Chiesa a cercare di rifornire di palloni Morata e Ronaldo. Gli spalti ovviamente sono vuoti, ma in curva Primavera c’è un telone granata con un cuore bianco al centro e gli striscioni Torino ti ama ancor” e “Ma non resisto lontano da te”. L’avvio dei bianconeri è rabbioso, proprio ciò che si aspettava e si augurava Pirlo: Morata sbaglia solo davanti a Sirigu quando non sono passati nemmeno 120 secondi, poi Chiesa impegna il portiere granata e calcia alto da buona posizione. Il Toro risponde con Mandragora, tiro fuori di poco, e protesta timidamente per un contatto De Ligt-Belotti, ma al 12′ è già sotto: Morata attira fuori area Bremer e Izzo, nel buco si infila Chiesa che trafigge tra le gambe l’estremo difensore granata. L’episodio scuote la squadra di Nicola, l’occasione più grande capita sul sinistro di Rincon che viene respinto miracolosamente da Alex Sandro. Poco prima della mezz’ora, il meritato pareggio: l’intervento di Szczesny sulla rasoiata di Mandragora è imperfetto, sul pallone vagante Sanabria è il più veloce per ribattere a rete, di testa. E, dopo appena 13 secondi della ripresa, firma addirittura la doppietta personale. Kulusevski replica il retropassaggio horror di inizio marzo contro la Lazio, il paraguayano batte Szczesny sul suo palo e i granata mettono la freccia. Pirlo prova a scuotere i suoi con gli ingressi di Bernardeschi e Ramsey, ma è sempre il solito CR7 a rimettere in piedi la Juve: prima di esultare, però, il portoghese deve aspettare un minuto abbondante di Var per controllare il fuorigioco. E’ un finale aperto a tutti i risultati, anche perché Bentancur colpisce un palo, con una lievissima ma decisiva deviazione di Sirigu, e ancora Sanabria e Baselli costringono Szczesny grandi interventi che riscattano parzialmente gli errori sui due gol granata, ma dopo quattro minuti di recupero finisce 2-2. con un ultimo episodio di fair play, l’ammonizione tolta a Mandragora su segnalazione di Bentancur. I granata si allontanano dal terzultimo posto, con la sconfitta del Cagliari ora il vantaggio sui sardi è di due punti e devono ancora recuperare a partita con la Lazio. Dall’altra parte, invece, Pirlo continua il suo cammino a singhiozzo: per i bianconeri, ora, è davvero il momento di cominciare a guardarsi indietro: il recupero di mercoledì contro il Napoli si trasforma in un vero e proprio spareggio Champions.

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