Cannes 2021 resterà negli annali del festival: tutti in mascherina con il risultato negativo del test Covid da esibire all’ingresso, una gaffe senza precedenti del presidente di giuria Spike Lee a svelare a inizio cerimonia la Palma d’oro, la vittoria storica di una donna, la francese Julia Ducournau per la seconda volta in assoluto (l’altra fu Jane Campion e pure a metà con Chen Kaige) e dopo 28 anni. Ma chi è questa regista che ha fatto la storia e che alla cena ufficiale sulla spiaggia del Majestic sabato sera ha ricevuto i complimenti di tutti i colleghi in fila come per un’udienza papale ?

E’ giovane, ha 37 anni, di Parigi, una valchiria che venera Cronenberg, appassionata di Hitchcock e di horror e solo due lungometraggi al suo attivo. Scoperta dalla Semaine della Critique per il racconto cannibale Raw – Una cruda verità nel 2016, Julia Ducournau ha firmato con Titane il ritratto di un guerriero mutante, Alexia / Adrien interpretato da Agathe Rousselle, rivelazione magnetica di un film inquietante e divisivo (la critica lo ha amato o odiato senza vie di mezzo), vietato ai 16 anni in Francia e che – pur nell’eccesso thriller/horror/violenza della storia di un* serial killer che fa l’amore con l’automobile e maschera la sua identità sessuale cercando il padre perduto (Vincent Lindon) – ha lanciato come una bomba il tema del genere e della fluidità.

“Siamo al di là dei concetti di genere, è nell’amore che sentiamo chi siamo senza determinismo”, ha detto ieri sera dopo che sul palco nel ricevere la Palma d’oro aveva voluto ringraziare calorosamente la giuria per “aver riconosciuto il bisogno avido e viscerale che abbiamo di un mondo più fluido e inclusivo, per aver chiesto una maggiore diversità nelle nostre esperienze nel cinema e nelle nostre vite e grazie anche alla giuria per aver lasciato entrare i mostri. La perfezione è un vicolo cieco e la mostruosità, che spaventa alcuni e attraversa il mio lavoro, è un’arma e una forza per respingere i muri della normalità che ci rinchiudono e ci separano”. Un tipo così lascia il segno perché guidata da un indubbio talento, porta un’energia bruciante, una carica potente e radicale che non passa inosservata, perlomeno non da una parte di giuria giovane, femminile e contemporanea. Non a caso alla cena di sabato accanto alla Ducournau, oltre alla sua attrice Agathe Rousselle, c’erano le giurate Melanie Laurent e Jessica Hausner, sue principali sostenitrici. La Palma d’oro a Cannes, storica per le donne decisamente assenti da uno dei posti più importanti del cinema, è anche un segno di apertura ad un mondo più inclusivo, e porta alla ribalta eroine protagoniste non comuni o perlomeno che non corrispondono a quello che ci si è aspettati finora da loro.

E poi c’è Spike Lee: il presidente di giuria diventato gaffeur per una notte sotto gli occhi di tutto il mondo. Il regista non si è più ripreso: alla cena si aggirava abbacchiato, come un cane bastonato, cercando di salutare più persone possibili. A distanza il delegato del festival Thierry Fremaux cercava di mantenere la calma in un finale di festival caotico e con tutti sotto choc. “E’ stata dura, complicata, ma ce l’abbiamo fatta”, ha detto all’ANSA ringraziando la stampa provata dalla situazione. Il test di un festival in pandemia, perché di fatto ancora lo siamo, è stato alla pari di una prova di laboratorio: vediamo cosa accade se migliaia di persone si aggirano negli stessi spazi. Sul numero dei contagi si sa poco, a parte le cifre basse forniti ufficialmente, resta la pericolosità di assembramenti, sale piene a distanziamento zero. In compenso la spinta ecologica è stata fortissima: no plastica, no carta, tutto ecobio. Prendendo il caffè in bicchieri biodegradabili e non avendo cestini a vista c’è pure chi ha pensato di masticarli. Ad inizio settembre arriva la Mostra del cinema di Venezia, altro appuntamento festivaliero mondiale: in attesa della selezione che sarà svelata il 26 luglio e delle voci che già circolano sui film, il tema sanitario resta portante anche con conseguenze pratiche. Qui a Cannes ci sono state defezioni importanti per il Covid, a cominciare da Lea Seydoux, e l’arrivo degli artisti non può essere dato per scontato per le difficoltà di spostamenti. Del resto il Leone d’oro è andato lo scorso anno via zoom a Nomadland, quindi il precedente già esiste.

Cosa si vedrà in Italia di Cannes? Molto. Dove, come, quando? Chi può dirlo? Le date di uscita di questi tempi sono quanto mai incerte. La Palma d’oro Titane si vedrà con I Wonder, la stessa distribuzione ha i diritti per Nitram, il bel film diretto da Justin Kurzman e con Caleb Landry Jones, premiato come miglior attore e Annette, film d’apertura del festival, opera musicale con Adam Driver e Marion Cotillard, che ha vinto il premio per la migliore regia di Leos Carax. Lucky Red ha A Hero di Asghar Farhadi (Grand Prix), Flag Day di Sean Penn, Where is Anna Frank? di Ari Folman, Aline di Valérie Lemercier, Mothering Sunday di Eva Husson. Academy Two ha La Fracture di Catherine Corsini, Lingui, The Sacred Bonds di Mahamat-Saleh Haroun, Tout S’est bien passé di François Ozon e France di Bruno Dumont. 01 Tre Piani di Nanni Moretti, per citare solo alcuni titoli.

Julia Ducournau, così ho fatto la storia
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