“Io mi aspetto che domani sera il presidente del Consiglio” oltre al tema della sicurezza sul lavoro su cui è convocato l’incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi “indichi un calendario preciso per affrontare ed entrare nel merito” delle varie questioni e riforme aperte. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo all’iniziativa “Futura 2021” a Bologna. “Mi auguro – aggiunge – che oltre le dichiarazioni, la volontà di aprire un confronto sia vero e ci metta nelle condizioni di farlo”. 

Le parole di Landini arrivano a poche ore del monito lanciato ieri sera sempre all’evento bolognese: “Se il governo non ci dà risposte già dai prossimo giorni dobbiamo fare assemblee nei luoghi di lavoro e se non ci saranno risposte nella legge di stabilità protremmo anche valutare con Cgil Cisl e Uil tutte le iniziative di mobilitazione necessaria”. “Vogliamo che entro la legge di stabilità si apra una discussione per riformare le pensioni, non solo quota 100. Così come necessaria la riforma del fisco con meno tasse per lavoratori e pensionato, aumentando il netto in busta paga, e aumentare la lotta all’evasione”, ha detto. Sul tema caldo del patto sociale lanciato in occasione dell’assemblea di Confindustria, Landini ha sottolineato: “Lo dico qui e lo ripeterò lunedì al governo, che non esistono patti sociali che non mettano al centro la qualità e le condizioni di lavoro e il miglioramento delle condizioni di lavoro”. “Chiunque oggi voglia fare un patto sociale deve rispondere ad un tema, quel patto riduce la precarietà o no, aumenta i salari o no, al centro torna ad esserci la qualità lavoro o solo il profitto e la libertà di impresa?”, ha aggiunto.

La discussione sul salario minimo “va collocata nel contesto in cui si dà valore ai contratti nazionali, molti già oltre i 9 euro orari, e sostegno legislativo al modello contrattuale”. Serve “una legge sulla rappresentanza che dia valore generale ai contratti nazionali firmati dai soggetti maggiormente rappresentativi” contro i contratti pirata, ha spiegato Maurizio Landini: “Dare validità generale ai contratti nazionali vuol dire sancire che i minimi salariali dei Ccnl diventano validi per legge e non possono essere derogati” insieme “a tutti gli altri diritti”, come ferie, malattia, orari.

Sul salario minimo interviene il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ospite di “Mezz’ora in più”: “Abbiamo la stessa posizione dei sindacati, siamo per rafforzare la contrattazione perché garantisce tutti, e l’esempio ci viene da Ita”. Nei Paesi dove è stato inserito, aggiunge, “la tendenza delle imprese è uscire dalla contrattazione collettiva e questo non è nell’interesse dei lavoratori. Dobbiamo andare a colpire i contratti pirata, che vengono fatti da chi non ha rappresentanza e fanno dumping salariale. Lì dobbiamo lavorare insieme”.

“Non vogliamo come sindacati essere convocati per essere informati di ciò che ha deciso la maggioranza, ma vogliamo poter discutere insieme prima che vengano prese le decisione di come si affrontano questi temi. Mi aspetto che dall’incontro di lunedì – ha aggiunto poi Landini – si dia finalmente una soluzione ai temi della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e si definisca un percorso in tempi rapidi per entrare nel merito” di tutte le altre questioni. 

Dal commissario europero al Lavoro, Nicolas Schmit, un videomessaggio all’iniziatva della Cgil: “Stiamo lavorando per aumentare i salari minimi laddove sono troppo bassi, abbiamo presentato una proposta di direttiva sui salari minimi, che rispetta i modelli nazionali, che siano basati sulla contrattazione collettiva o sui salari minimi fissati per legge. L’obiettivo è di garantire la dignità del lavoro, combattere la povertà, promuovere il dialogo sociale e la contrattazione collettiva e sostenere la coesione sociale”. “E’ la prima volta che l’Ue chiede agli Stati membri di aumentare i salari, è un cambiamento di paradigma”.

Landini, Draghi indichi un calendario per confronto vero
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