Zubin Mehta è tornato al Teatro Massimo di Palermo, oggi la prima prova e l’incontro con la stampa. Giovedì 18 e venerdì 19 alle 20,30, salirà sul podio per dirigere i “Carmina Burana” di Carl Orff. Saranno impegnate in scena tutte le componenti del teatro, due cori, e un organico orchestrale imponente, con i solisti Lucio Gallo, Giovanni Sala e Nadine Sierra. Dei “Carmina Burana” dice il magnetico maestro “Sono un’opera sexy, si parla di cibo, vino, donne e soprattutto della Fortuna che può innalzarci e buttarci giù un momento dopo.

    La fortuna è come la luna, passa e cambia velocemente”. Gli occhi profondi del grande direttore d’orchestra sono quelli della sua giovinezza, ora che è uscito da tutte le sue vicissitudini, è pronto per nuove tournée in tutto il mondo. Del Teatro Massimo ricorda il suo concerto nel 2000 per l’Onu, e afferma ancora che “l’acustica à così perfetta che non occorre intervenire, come invece fanno altri teatri”.

    Mehta è figlio di un violinista e appena adolescente Zubin provò a dirigere l’orchestra e il padre nel concerto di Brahms, ma era nato a Bombay da una famiglia aristocratica Parsi nel 1936, proprio quando Carl Orff cominciava a comporre i suoi Carmina. “Orff – racconta il maestro – era un simpatizzante del regime nazista, la cosa è controversa, ma in quegli anni forse non sarebbe stato possibile il contrario”.

    In realtà in Italia i Carmina Burana debuttano alla Scala nel 1942, in piena guerra, segno che la terribile alleanza aveva prodotto i suoi frutti. Oggi dopo aver superato la peggiore delle malattie resta ottimista. “Lo sono per carattere – aggiunge Mehta – ma forse è una fiducia nel futuro dovuto alla mia religione, buone parole, buoni pensieri, per avere buone azioni e poi vi dico che a Bombay ho studiato dai Gesuiti e questo ha certamente influito sul mio vedere la vita da un ottica benevola”. (ANSA).

   

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Mehta, il mio ritorno a Palermo con i Carmina Burana
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