Un sabato di destini incrociati al Gp d’Austria di motociclismo: l’astro nascente Jorge Martin ribadisce la sua supremazia centrando la seconda pole consecutiva al Red Bull Ring in sella alla Ducati Pramac, con tanto di record del circuito e davanti al leader del mondiale Fabio Quartararo; il declinante connazionale Maverick Vignales prova a ricucire lo strappo con la Yamaha dopo la sospensione, chiedendo scusa al suo team e ammettendo di “aver sbagliato”. Il giovane spagnolo ha soffiato il primo posto sulla griglia al pilota francese della Yamaha proprio nell’ultimo minuto delle qualifiche. Ha stabilito un nuovo record della pista (1’22”643), abbassando di quasi due decimi il primato che il francese Johann Zarco, suo compagno nel team Pramac, aveva ottenuto durante le libere di ieri. Le Ducati hanno sempre vinto in Austria da quando – a partire dal 2016 – si corre sul circuito di Spielberg. Con la moto non ufficiale, Martin (12/o in classifica generale) proverà a ripetere il successo di una settimana fa, quando ha trionfato al Gp Stiria, che si corre sullo stesso Red Bull Ring. “Oggi – ha detto dopo la pole – ho fatto un giorno da rookie: prima la caduta questa di mattina, poi non capivo perché non riuscivo a sentirmi bene sulla moto, segno che mi manca esperienza. Ma poi abbiamo fatto un bello step, abbiamo fatto un bel Q1, era importante perché non riuscivo a trovare grande fiducia. Fare il record è incredibile, sono molto felice. Speriamo domani di avere il ritmo per lottare per il podio”. Dietro di lui, oltre a Quartararo (a 0”034), partiranno il torinese Francesco Bagnaia (a 0”420) su Ducati ufficiale, Zarco (a 0”477) e poi la Honda di Marc Marquez (a 0”584). Valentino Rossi (a 0”742) scatterà al via dal 18/o posto, appena dietro al fratello Luca Marini. Poco prima dell’inizio delle qualifiche, invece, Vinales ha voluto rompere il silenzio seguito alla clamorosa scelta del team di non farlo gareggiare in questo fine settimana, ammettendo la sua colpa e cercando di ricucire uno strappo che però appare ormai definitivo. “Chiedo scusa alla Yamaha, ho guidato nel modo sbagliato negli ultimi giri. Non ho mai voluto – ha dichiarato il ventiseienne – mettere in pericolo gli altri o danneggiare la moto ma ammetto di avere sbagliato. Ho reagito male alla frustrazione che sentivo per risultati che non arrivano”. La casa di Iwata lo ha accusato di aver commesso azioni “che potrebbero aver potenzialmente causato un danno significativo al motore della sua Yzr-M1”, con il rischio di provocare “gravi rischi” per sé stesso e “forse anche per tutti gli altri protagonisti impegnati nella gara”. Il ventiseienne durante il Gp di Stiria avrebbe dato delle violente accelerazioni, come per mandare il motore oltre il limitatore, con il rischio di danneggiarlo. A fine giugno la casa giapponese aveva annunciato che il contratto con lui sarebbe stato rescisso a fine 2021, con un anno di anticipo. Ma ora la situazione si è complicata. “Non lo so” se il rapporto con Yamaha si sistemerà, “quello che voglio fare ora è stare tranquillo, riflettere su tutto e provare a tornare forte”, ha detto Vinales, che l’anno prossimo approderà all’Aprilia.

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Moto: altra pole Martin in Austria, Vinales chiede scusa
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