Nel giorno in cui altri centinaia di disperati si riversano sul confine tra Bielorussia e Polonia in un’atmosfera di costante tensione, l’Ue vara nuove sanzioni contro Minsk. “Siamo determinati a respingere la strumentalizzazione dei migranti per fini politici”, è la condanna con cui l’Alto Rappresentante Ue Josep Borrell ha accompagnato il via libera alle misure da parte del Consiglio Affari Esteri. Eppure, alla riunione, c’è chi ha usato toni ancora più forti, legando esplicitamente la crisi migratoria bielorussa all’aumento delle truppe russe sul confine ucraino. E puntando il dito contro Mosca.

Mentre la Polonia, dopo aver a lungo ventilato l’ipotesi, in serata ha annunciato che entro dicembre verrà costruito un muro alla frontiera. Il nuovo pacchetto di sanzioni – il quinto – era ampiamente annunciato. Al momento l’Europa non è andata oltre, allargando parallelamente la sua tela diplomatica ai Paesi d’origine per evitare alla radice la partenza dei migranti. Le misure saranno in vigore a giorni e non colpiranno solo persone e entità complici dell’arrivo dei migranti alla frontiera con l’Ue ma anche chi si macchia “dell’inaccettabile repressione in atto da parte del regime contro la propria popolazione”, ha sottolineato Borrell nel giorno in cui anche il presidente Sergio Mattarella si è soffermato sulla crisi definendo “sconcertante” quanto avviene ai confini dell’Europa. Al momento sono oltre 150 gli individui e una quindicina le società legate al regime di Alexandr Lukashenko sotto sanzione.

Il nuovo pacchetto colpirebbe innanzitutto le compagnie aeree, come la Belavia, che rischia di perdere 17 aerei su 30 concessi in leasing dall’Irlanda. La reazione di Minsk non si è fatta attendere. “Risponderemo alle sanzioni. Combatteremo. Abbiamo raggiunto il limite. Io non scherzo”, sono state le parole di Lukashenko.

Borrell per la prima volta ha puntato il dito in maniera diretta nei confronti del Cremlino. “E’ evidente che Lukashenko agisce con il forte sostegno di Mosca”, ha sottolineato l’Alto Rappresentante, interpretando il pensiero prevalente al summit dei ministri degli Esteri. Il Cremlino, dal canto suo, continua a dare sponde fumose all’Ue. 

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Nuovo sanzioni europee alla Bielorussia Lukashenko: ‘Combatteremo, non scherzo’
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